3/01/2026

Gestire ansie e paure

Quando un malessere interiore -e spesso anche fisico!- ti dice che sei preda di ansie e di paure, devi renderti conto che queste emozioni sono spesso l’eco di una storia lontana, una storia di relazioni affettivamente importanti, in cui sei stato però ferito da comportamenti manipolatori (seppure a volte anche a fin di bene!). E la situazione che stai vivendo adesso ne fa risorgere i fantasmi.

Se entri in dialogo con l’ansia e la paura che connotano queste tue emozioni negative, esse ti convinceranno che la situazione non è cambiata, semplicemente ti si ripresenta in forme diverse, per cui devi continuare a comportarti come allora hai imparato. Ma così continuerai a rimanere immerso nell’ansia e nella paura!

Quello che devi ascoltare non è, dunque, l’ansia e la paura, ma la parte più viva di te stesso, che ti dice che non è umano continuare a star male, non è un destino immodificabile, e che vivere è essere nella gioia e nella serenità.

Se lasci che le tue paure continuino a parlarti, esse ti portano ad avvitarti sempre più in te stesso, sprofondando nella palude della tristezza fino ad arrivare alla disperazione; quello che devi fare è invece dare spazio a quella piccola luce che ti dice che non è qui la vita, che devi cercarla altrove.

Dalle emozioni che ti travolgono puoi imparare solo se ne esci: mentre ci sei dentro, la tua mente ne è devastata e ti impedisce di vedere qual è il bene per te e per gli altri.

E puoi uscirne, puoi distanziartene se chiami a esserti accanto Colui che ti dice: «Non temere: io sono con te!»

Con Lui accanto puoi guardare senza paura alla tua paura: “Anche se vado per una valle oscura, non temo alcun male, perché Tu sei con me” (Sal 8, 4).

Non sono allora le tue ansie e le tue paure che devi ascoltare, ma Dio che, dalla prospettiva della Vita, ti porta a scoprirne il significato: da dove vengono, dove ti portano e, quindi, cosa fare con quello che ti suggeriscono. E soprattutto che ti dice che ora Lui ti è vicino per aiutarti a ricominciare in maniera diversa.

Allora le paure non fanno più paura, ma diventano occasione di crescita.

Per uscirne completamente, è bene che “giudichi” le tue emozioni negative, osservando e comprendendo la morte interiore -e spesso anche il male fisico!- che esse ti provocano, ed arrivi a emanare la loro condanna: «Sono un male per me e non voglio più esserne travolto, non voglio più farmene condizionare».

Ora stai sperimentando la morte creata per l’appunto da queste emozioni devastanti; ma c’è anche una strada per vivere in modo diverso la situazione che ti crea problema; nello Spirito del Cristo, ossia nella fede, nella speranza, nell’amore; rivestendo un ruolo attivo, non di vittima!

Aver scoperto che cosa dà Vita ti permette di capire come vivere ciò che ti fa problema in una prospettiva diversa, che scoprirai darti gioia, serenità, libertà da ciò che prima ti gettava nell’ansia e nella paura.


Per la riflessione personale:

  • Che cosa mi crea ansia e paura?

  • Con quali effetti?

  • Che cosa, invece, mi dà vita?


Michele Bortignon

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